Linee Guida
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Consigli pratici
Il programma Eco-Schools prevede sette passi che qualsiasi scuola può adottare. Basato sugli elementi di un programma di gestione ambientale, Eco-Schools coinvolge diversi portatori di interesse anche se gli studenti sono i soggetti che devono giocare il ruolo più importante.
Eco-Schools è un programma lungimirante che richiede alla scuola un impegno pluriennale, pertanto la certificazione deve essere rinnovata ogni anno nell’ottica di un continuo miglioramento. Le scuole meritevoli vengono riconosciute attraverso la consegna della Bandiera Verde Eco-Schools che attesta le ottime performance della comunità scolastica nella diminuzione dell'impatto ambientale della scuola stessa.
Se esiste una flessibilità per quanto riguarda la cerimonia ed il processo di assegnazione della Bandiera, i criteri per la valutazione delle scuole devono essere conformi alle linee guida concordate a livello internazionale; gli operatori nazionali spesso stabiliscono, in aggiunta, i propri criteri quantitativi e qualitativi e le loro specifiche procedure.
I sette passi...alcune strategie
ECO-COMITATO
Come scrive Virna: 'L’eco comitato ha il ruolo fondamentale: deve essere motivato, responsabile, operativo'. E' meglio non superare i 15 membri per una gestione efficace del forum (6 ragazzi, 2 insegnanti, 2 amministratori, 1 segretario, 1 bidello, il dirigente, 2 membri di associazioni ambientaliste per esempio).
Si può procedere all'elezione degli alunni e dei genitori (rappresentanti in Eco-Comitato). Per molti operatori è importante la partecipazione di soggetti esterni per la creazione di sinergie e per il reperimento di materiali e fondi aggiuntivi. Più ci si incontra meglio è; sarebbe necessario un facilitatore che da spazio alle idee di tutti ma che argina chi va fuori tema. La scelta del facilitatore dell’eco-comitato va visto di volta in volta: ci sono casi in cui l’insegnante ha gestito benissimo il gruppo, altri casi in cui tutti gli incontri sono stati facilitati dagli operatori esterni.
Si può pensare ad un primo incontro gestito dagli operatori in cui vengono date anche delle le linee di indirizzo per la gestione del gruppo. L'eco-comitato potrebbe essere strutturato da un presidente, vice-presidente e segretario. I momenti di incontro dovrebbero essere strutturati (ora inizio e fine specificata per esempio, ordine del giorno esposto, indicazione dei ruoli: segretario, facilitatore, ecc) ed informali (evitare il Lei per esempio, disporre le sedie in circolo, ...). La presenza di una lavagna a fogli mobili in cui segnare le idee, gli appuntamenti o gli schemi è di grande aiuto; durante ogni incontro possono essere appesi i fogli degli incontri precedenti.
La buona riuscita della riunione (soddisfazione di tutti i membri) dipenderà dall'abilità del facilitatore che arginerà gli sfoghi personali, esalterà le idee pratiche di ognuno, saprà tener d'occhio i tempi (puntualità inizio/fine riunione) e gestirà il piano d'azione. Sul sito della 'Community' delle Eco-Scuole è possibile visionare i verbali degli Eco-Comitati (vedi di seguito nel paragrafo 'Risorse'). Alcuni operatori organizzano, all'inizio dell'anno scolastico, un corso di formazione sulla facilitazione per gli insegnanti.
Ecco un'altro tipo di esperienza (Lerici – Liguria): Come dice Lidia: 'L'EC (Eco-Comitato) ha una doppia natura: da una parte è un ottimo ponte di collegamento fra le realtà del territorio e quindi è necessario che sia allargato. Questo particolare porta anche ad una maggiore dispersione rispetto agli argomenti da trattare e il bisogno di contenere il numero dei partecipanti è indispensabile per concretizzare i progetti.'
SOLUZIONI ADOTTATE:
1. La creazione di due EC ha funzionato. EC Collegiale per la progettazione comune e per il coinvolgimento di tutte le realtà locali (aziende municipalizzate per la raccolta differenziata, Assessori Ambiente - Pubblica Istruzione - associazioni..) Si può arrivare sino a 30 membri e non più di tre incontri l'anno. Questo EC Collegiale pone gli obiettivi generali per tutti i plessi, mette a disposizione le forze sul territorio a livello organizzativo... insomma i temi ambientali valicano le mura della scuola e si discutono ad un livello più ampio.
E' importante che ci sia un presidente che dia tempi e temi da trattare (altrimenti è il caos). Altra cosa è l'EC di Plesso più contenuto numericamente - 10 membri al massimo e si incontra tutte le volte che è necessario - composto dal referente di progetto, dagli insegnanti e dai ragazzi... si affrontano a scuola i temi trattati dall'EC Collegiale e si traducono in piani d'azione per la scuola stessa. I due EC non sono contenitori stagni... si interagisce per rendere esecutivi i progetti. L'EC di Plesso invita alle sue riunioni alcuni rappresentanti dell'EC Collegiale e viceversa.
Andrea specifica che 'per le insegnanti (che non ne vogliono sapere di riunioni in più), deve essere chiaro che possono essere rappresentate nel comitato dalle referenti di progetto, per cui il loro lavoro “in più” è solo quello di incominciare a ragionare con una mente ecologica'. Camillo pensa che sia meglio costituire l'Eco-Comitato in modo graduale partendo dalle persone più motivate.
Paolo è convinto che sia necessario effettuare degli incontri mensili in modo tale da monitorare il percorso del progetto; l'eco-comitato dev'essere composto anche dal presidente eletto dall'assemblea, come pure da un segretario; ovviamente il numero dei membri varia da plesso a plesso perchè collegato al numero degli studenti.
I problemi non possono essere classificati perchè riflettono le diverse realtà scolastiche che sono diverse tra loro; l'unico modo per poter far fronte alle criticità che di volta in volta possono presentarsi è quello di scegliere persone in grado di poter favorire la dialettica dei soggetti coinvolti e farsi carico di quelle che sono le loro esigenze.
INDAGINE AMBIENTALE
L'indagine dovrebbe essere svolta dagli studenti con l'aiuto di altri membri della comunità scolastica (insegnanti, tecnici, genitori, amministratori ecc.). L'obiettivo è l'analisi della struttura dell'istituto e dello stile di vita della comunità al fine di capire quali sono le criticità ambientali e scegliere quali risolvere.
Lo strumento da utilizzare è la 'Check List' o questionario diviso per argomenti, es: Acqua, Rifiuti, Energia, Mobilità, Giardino; diventa importante pianificare la modalità di elaborazione dei dati (impostate il questionario tenedo conto di questo!). Il questionario (è possibile scaricarne un esempio dal sito) può essere rivolto a genitori, studenti, personale ATA, ecc.
I risultati dell'indagine andrebbero pubblicati in bacheca, discussi in Eco-Comitato e utilizzati per l'elaborazione del piano d'azione. Lo schema proposto sul sito spaventa sempre un po'.
E' necessario calibrarlo per i vari ordini di scuole. Si potrebbe creare un questionario illustrato per i più piccoli...che altrimenti poco capiscono o partecipano a questo lavoro. Per alcuni è utile concentrare l'indagine ambientale sul tema che deve essere trattato per l'anno scolastico (a causa di un finanziamento ottenuto o di una politica comunale per esempio).
In generale la scelta dell'argomento deve essere coerente con i risultati del questionario ragionato a monte dall'insegnante e poi condiviso dai membri dell'Eco-Comitato e distribuito al maggior numero possibile di persone.
Nella prima riunione dell’eco-comitato si stabilisce come dovrà essere condotta l’indagine ambientale (chi fa cosa) e in questa fase i portatori d’interesse devono già organizzare la rete per la ricerca delle competenze esterne. L’indagine deve portare ad un documento di riferimento che sta alla base dell'elaborazione del Piano D'Azione.
PIANO D'AZIONE
Il Piano dovrebbe essere molto rigoroso, ovvero dovrebbe indicare:
- Obiettivi (relativi ai risultati dell'indagine ambientale)
- Attività (utili al raggiungimento degli obiettivi indicati); obiettivi e attività dovrebbero essere realistici, capita che l'eco-comitato tenda ad indicare obiettivi ambiziosi che facilmente portano a insuccessi e calo di entusiasmo; risulta fondamentale, soprattutto all'inizio del percorso, concentrarsi sul rigore del metodo (scelta collettiva del percorso, elaborazione di semplici progetti ma condivisi, etc) piuttosto che sul progetto specifico.
- Responsabili: devono verificare che le azioni vengono implementate entro le date di scadenza indicate; si tratta di studenti, genitori, insegnanti etc.
- Date di scadenza: danno indicazione sulla tempistica da rispettare
Ecco un esempio: Dall'Indagine Ambientale emerge: – che spesso nei bagni si verificano delle perdite da rubinetti e water; – che non viene effettuata la raccolta differenziata in maniera efficace; – che il giardino non viene utilizzato.
Tema da trattare: l'Eco-Comitato decide di occuparsi del problema dell'acqua. Giustificazione: il Comune è disponibile ad aiutare la scuola con finanziamenti ad hoc e mettendo a disposizione i tecnici comunali per verifiche agli impianti idraulici e per lezioni sul tema acqua.
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE
Dopo la stesura del Piano D'Azione, l'Eco-Comitato dovrebbe decidere come monitorare i risultati e i benefici delle azioni implementate. Nelle scuole elementari, per esempio, potrebbe essere utile segnare in un diario, periodicamente, alcune considerazioni sul comportamento degli studenti (migliore comprensione della differenza dei materiali da riciclare o maggiore solerzia nello spegnere le luci, etc); si tratta di indicatori qualitativi.
Spesso si possono usare indicatori quantitativi (metri cubi di acqua risparmiata, minor quantità di rifiuti non riciclabili prodotti, ecc). L'Eco-Comitato può pensare agli indicatori da utilizzare; questo servirà per capire se il piano d'azione è efficace o deve essere modificato.
E' sicuramente utile che le schede di monitoraggio e valutazione siano preparate appena viene elaborato il Piano D'Azione; possono essere consegnate come materiale alle insegnanti in modo che periodicamente facciano la valutazione e sia possibile calibrare il progetto.
INFORMAZIONE E COINVOLGIMENTO
Spesso può essere utile costruire un' Eco-Bacheca da posizionare nell'atrio della scuola (l'aggiornamento dell'Eco-Bacheca o la creazione di una lista di contatti con le testate locali , le emittenti radiofoniche e le riviste del settore possono essere attività da inserire nel Piano D'Azione).
Il coinvolgimento della stampa locale, della radio, la produzione di volantini, l'organizzazione di una festa, l'invio di una lettera al sindaco, il gemellaggio con un'altra scuola sono azioni utili all'implementazione di questa fase del processo Eco-Schools.
Anche i cartelloni possono essere molto utili: in bagno per il risparmio dell’acqua, in giardino per non deturpare le piante, in mensa per la raccolta differenziata. In alcune scuole dell'infanzia è stato utile, durante le festività di Natale, Pasqua, Carnevale, fare dei laboratori comuni per organizzare delle feste ecologiche.
INTEGRAZIONE CURRICOLARE
Il coinvolgimento del maggior numero di insegnanti e la trattazione dei temi ambientali nelle diverse discipline sono elementi fondamentali per l'ottenimento della Bandiera Verde. L'Eco-Comitato dovrebbe far inserire la procedura Eco-Schools nel POF della scuola.
Come dice Andrea 'i temi ambientali non hanno confini disciplinari, si tratta solo di crederci; è meglio intervenire a monte nel POF, suggerendo alle insegnanti i punti di contatto tra i progetti già esistenti ed Eco-Schools. La metafora di Eco-Schools come un contenitore per i progetti già esistenti o che si inseriranno calma gli animi e mette gli insegnanti nella condizione ideale per l’apprendimento del metodo'.
ECO-CODICE
L'Eco-Comitato, a fine percorso, elaborerà un documento che riassume il nuovo stile di vita della comunità scolastica e dichiara in modo specifico gli obiettivi per il futuro. Un' Eco-Codice troppo generico non viene apprezzato in quanto non funziona come dichiarazione d'intenti e non trasmette la specificità del percorso intrapreso.
L'Eco-Codice potrà essere elaborato in modo creativo al fine di attirare l'attenzione (poesie, disegni, fotografie, frasi divertenti, ecc).L'Eco-Codice implica una ricerca delle azioni e dei comportamenti, coinvolge tutti perchè raccoglie le regole che tutti scelgono di darsi. Criteri base per la valutazione dei progetti:
- A parte i temi ed i progetti specifici le scuole devono concentrarsi prima di tutto sull'implementazione della metodologia Eco-Schools, ovvero sull'esecuzione formale dei sette passi utili al cambiamento della scuola e del suo ambiente.
- Eco-Schools dovrebbe coinvolgere tutti gli studenti o gran parte di essi; non si tratta di un Programma solo per l'Eco-Comitato.
- Eco-Schools dovrebbe raggiungere almeno i 2/3 degli obiettivi dichiarati nel Piano D'Azione.
- La scuola dovrebbe dimostrate un'efficace strategia di comunicazione verso l'intera comunità scolastica.
- Le autorità locali dovrebbero essere attivamente coinvolte.
- I temi principali che dovrebbero essere affrontati, soprattutto nei primi anni di attività, sono: rifiuti, acqua ed energia.
- Le scuole dovrebbero attivare contatti con altre eco-scuole in diverse regioni o nazioni attraverso per esempio il progetto 'Linking'.
Come documentare le attività?
Preferibilmente in formato digitale, inviando quindi un CD e possibilmente la copia cartacea del formulario (vedi sotto).
A. Utilizzate il formulario che trovate nella sezione ‘Materiali’: scaricatelo e compilatelo in formato digitale; potrete, a parte, predisporre dei file con gli allegati pesanti: foto, video, scansioni, ecc…
B. Tenete conto che anche le attività per l’ambiente indipendenti dal processo Eco-Schools vengono valutate positivamente dalla Commissione Nazionale (allegate foto, progetti, schemi sulle attività svolte e relativi obiettivi ecc.);
C. Pensate ai membri della Commissione che devono studiare e interpretare il vostro lavoro…
Qualche utile consiglio :
….NON DIMENTICATE MAI LA MACCHINA FOTOGRAFICA…MEGLIO SE DIGITALE…
Attenzione agli articoli per la stampa che devono essere pubblicati …!!!
La diffusione di una corretta ed efficace informazione sul programma Eco-Schools implica che, negli articoli pubblicati sulla stampa locale ad esempio, emergano almeno le seguenti informazioni:
- logica del programma: educazione ambientale non calata dall’alto, continua nel tempo, certificazione di un metodo (i sette passi di Eco-Schools) e non di un progetto specifico, valorizzazione delle azioni concrete della comunità scolastica per il suo ambiente: l’edificio scolastico in primo luogo e, in secondo luogo, il territorio in cui la scuola risiede, enti coinvolti (enti locali, associazioni, imprenditori, sponsor…) e responsabile regionale o territoriale che da assistenza alla scuola (contatti utili a chi legge l’articolo per raccogliere ulteriori informazioni);
- alcuni dati: nome della scuola, nome e contatti dell’insegnate referente, numero delle classi coinvolte, anno di iscrizione al programma. Sarebbe inoltre opportuno riportare alcune dichiarazioni di genitori, studenti, insegnanti che attestano la ricaduta positiva del metodo Eco-Schools.
